Iustinianus, Institutiones cum glossa
Liber I, Titulus XXVI - Liber II, Titulus I
F-inzp
Ruben Celani (fragment description, under the supervision of Renzo Iacobucci).
Laura Luraschi (images management).
General Information
Testo e glossa in littera textualis, di modulo diverso (più grande quello del testo) ma probabilmente della stessa mano (d di tipo onciale, con asta molto reclinata a sinistra; r in forma di 2 dopo lettere con curva convessa a destra; s di tipo maiuscolo in fine di parola; sovrapposizioni e fusioni delle curve contrapposte; uso delle note tironiane per et e con/cum; rispettata la regola dell'elisione).
Rubrica in inchiostro rosso nel testo, verosimilmente della stessa mano.
Original Condition
Recto del foglio sul lato carne.
Testo con glossa a cornice. Il numero di linee indicato si riferisce rispettivamente a testo e glossa di f. [1]r.
Current Condition
Frammento utilizzato come coperta, successivamente staccata, con il lato pelo rivolto all'esterno. Il lato piede, piegato a formare il rimbocco del taglio davanti, presenta tracce di carta in corrispondenza dell'incollatura ai contropiatti.
Testo parallelo al dorso; non determinabile con certezza se il lato testa fosse sul piatto anteriore o sul rimbocco del contropiatto posteriore.
Lacune testuali dovute a tagli, lacerazioni e accartocciamento del supporto, soprattutto in corrispondenza del dorso e dei rimbocchi (particolarmente lungo il lato testa del foglio).
Caduta dell'inchiostro bruno usato per il testo e la glossa, verosimilmente per effetto della lavorazione della pergamena in fase di riuso, soprattutto sul lato pelo. Si conservano tuttavia iniziali e segni di paragrafo in inchiostro blu e rosso.
Book Decoration and Musical Notation
Pié di mosca alternati in inchiostro blu e rosso nel testo e nella glossa.
Due iniziali nella glossa:
'D' in inchiostro blu con semplice filigrana rossa e corpo della lettera occupante due linee di scrittura (f. [1]vB, l. 5);
'S' in inchiostro rosso e corpo della lettera occupante due linee di scrittura (f. [1]vB, l. 26).
Tracce di un'iniziale foliata nel testo a f. [1]vA, largamente caduta a seguito della lavorazione del foglio in fase di riuso: presumibilmente la 'S' di Superiore (incipit del primo titulus del secondo libro, per cui cfr. Content).
Risparmiato lo spazio per l'esecuzione di una miniatura (ca. 11 linee di testo).
Content
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Content Item
- Persons Iustinianus I
- Text Language Latino
- Title Institutiones cum glossa
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Content Description
f. [1]r
Testo
Liber I, Titulus XXVI (De suspectibus tutoribus et curatoribus), par. 2-13.
Incipit: omnes [tutores possunt, sive testamentarii sint sive alterius generis tutores.] Quare si legitimus.
Explicit: enimv(er)o tuto(r) v(e)l curator, quamvis pauper est, fidel(is) tamen (et) diligens, rei movendus [sic] n(on) e(st) quasi suspetu(s) [sic].
Glossa
Liber I, Titulus XXV-XXVI.
F. [1]rA, l. 1-f. [1]rB, l. 22: la glossa relativa al testo tràdito dal foglio precedente a quello sopravvissuto, con lettere di rimando al testo da 'a' a 't' apparentemente espunte.
Incipit: [...] lapidib(us) eni(m) designaba(n)tur" (glossa a Liber I, Titulus XXV, par. 17: "si intra centesimum lapidem sunt").
F. [1]rB, ll. 23-91: glossa relativa al testo tradito da f. [1]r, riconoscibile dal riavvio della numerazione per i rimandi al testo.
Incipit: Tutores. i. om(n)is generis [con titulus superfluo su g" (glossa a Liber I, Titulus XXVI, par. 2: "omnes tutores possunt"; preceduta dalla lettera di rimando 'a').
F. [1]v
Testo
Liber II, Titulus I, par. [1]-9 (De rerum divisione)
Incipit non leggibile per caduta dell'inchiostro.
Explicit, [1]vB, ll. 1-6 dal basso: [locus autem, in quo sacrae aedes aedifi]cate su(n)t et[iam diruto aedificio] adhuc [sacer manet, ut et Papinianus scripsit]. Relig[iosum locum unusquisque sua volun]tate facit du(m) [mortuum infert in locum suum].
Glossa
Liber I, Titulus XXVI-Liber II, Titulus I
Incipit ed explicit non leggibili per caduta dell'inchiostro.
Le scarse condizioni di leggibilità rendono difficile determinare con certezza dove si arresti la glossa. Tuttavia, si suppone che questa sia ancora relativa al testo di f. [1]r e che la glossa al secondo libro inizi a f. [1]vB, l. 5, in corrispondenza dell'iniziale filigranata.
Rubrica
F. [1]rB, l. 44-f. [1]vA, l. 1 (testo): Explicit liber primus. Incipit / secundus de divissio(n)e [sic] reru(m).
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- Glosses and Additions Glossa ordinaria
- Edition Corpus Iuris Civilis, vol. 1 (Iustiniani Institutiones, recognovit Paulus Krueger; Iustiniani Digesta, recognovit Theodorus Mommsen), Berolini 1889, pp. 9-10.
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Remarks
Testo centrale con glossa a cornice
History
Il frammento fa parte di una serie di 48 pezzi, di cui 11 di natura libraria e 37 relativi a documenti diplomatici, manoscritti e a stampa, che furono distaccati dai rispettivi volumi ospite e raccolti in un'unità di condizionamento denominata "AMdS, Scaffale 1, Scatola 3", depositata presso l'Archivio del Convento della Madonna del Sasso. In occasione della schedatura dei frammenti nell'ambito dei progetti 'Ticinensia disiecta' e 'Pergamene in rete', i documenti sono stati distribuiti in due scatole distinte, nominate "3a" e "3b", che sono state collocate in biblioteca (MdS 59 H).
Quanto alla costituzione della raccolta, essa è sicuramente antecedente al 1942, come si deduce da una lettera dattiloscritta, ivi rinvenuta, indirizzata al padre guardiano del convento, Pietro Giovanola da Ascona, da padre Ambrogio Spelta da Chignolo, commissario provinciale dei Cappuccini ticinesi tra il 1925 e il 1931, tra il 1934 e il 1940 e poi tra il 1943 e il 1946.
Nella lettera, datata "Lugano, 7 dicembre 1942", frate Ambrogio, nel rendere al padre guardiano i frammenti, apportava alcune sue osservazioni sui singoli pezzi e sulle difficoltà di lettura, cercando di stabilirne una datazione approssimativa. Pur concludendo che, tuttavia, "l'interesse di tali frammenti così è nullo", il frate esortava padre Pietro da Ascona a valutare ciò che, a suo giudizio, valesse la pena conservare, invitandolo a non distruggere tale documentazione.
All'interno della scatola è stato rinvenuto un ulteriore foglio, la cui scrittura è attribuibile alla mano di frate Ambrogio da Chignolo, con la seguente indicazione, forse riferita solo ad una parte della raccolta: "Frammenti di manoscritti liturgici (messali, antifonarii, ecc.) del secolo XIV di interesse relativo, come saggio o curiosità solo per le parti liturgiche che contengono".